Ritiro di Meditazione Vipassanā

La Fondazione Maitreya organizza dal 30 gennaio al 9 febbraio un ritiro residenziale di Meditazione Vipassanā della durata di 10 giorni facilitato da Flavio Munikumāra Pelliconi. Per info e costi vedere la pagina descrittiva su Risveglio.org.

Vipassanā è la tecnica impiegata dal Buddha e dai suoi principali discepoli per realizzare il pieno risveglio spirituale.  Durante il ritiro di 10 giorni il partecipante apprenderà a praticare la vigilanza, la concentrazione e la meditazione introspettiva. Lo scopo della Vipassanā è studiare se stessi, per conoscere sé stessi e, di conseguenza, ridurre e, augurabilmente, estinguere le cause di sofferenza esistenziale.

Nella vipassanā  il piú importante oggetto di meditazione è la prontezza dell’attenzione. Lo scopo è studiare noi stessi per comprendere noi stessi: per questa ragione i quattro oggetti della pratica sono rispettivamente: corpo, sensazioni, turbamenti e pensieri. Si comincia con l’attenzione al respiro e alle sensazioni del corpo. Osservando regolarmente il respiro, il meditante giunge a comprendere la natura dei processi fisici e mentali.

Nella vipassanā non c’è alcuna meschina restrizione settaria. Esso è adatto a tutti gli esseri umani di tutti i tempi, di tutti i luoghi. È universale come tutte le sofferenze della vita. Quando si applica la vipassanā all’avidità, all’ira, alla paura, alla gola, all’infatuazione, alla gelosia, all’inimicizia, all’odio, all’egoismo e alle altre emozioni e passioni, si acquisisce la capacità di discreare tranquillamente tutti questi turbamenti.

Al giorno d’oggi si soffre sempre piú per certi mali, come la tensione nervosa, l’affaticamento, l’emicrania, lo stress, l’eccessiva pressione sanguigna… o come infelicità, perenne insoddisfazione, depressione, instabilità mentale. C’è perciò bisogno di raccogliere le forze spirituali. C’è bisogno di un metodo che aiuti ad affrontare la vita con serenità e che possa essere utilizzabile subito, nelle varie condizioni in cui ci si viene a trovare di giorno in giorno. Con la pratica della meditazione vipassanā, non solo ci si libera di questi inconvenienti nervosi, ma si sperimenta anche un certo grado di vera felicità in questa stessa vita. Se la vipassanā diventa uno stile di vita, si riesce a raggiungere un piú elevato grado di felicità e pace mentale anche qui, in questa vita. A mano a mano che si sradicano le impurità, si consente alla purezza di mettā, karuṇā, muditā e upekkhā di svilupparsi.

Mettā significa amore, amore puro, benevolenza, amore universale, infinito o senza limiti. Karuṇā significa compassione, pura compassione, infinita o compassione senza limiti. Muditā significa pura gioia compartecipe, infinita gioia compartecipe, per tutti gli esseri, conosciuti e sconosciuti, senza alcuna discriminazione. Upekkhā significa equanimità. È il perfetto equilibrio della mente.

Programma:

  • 04:30 Sveglia
  • 05:00 Meditazione in sala
  • 06:00 Discorso del mattino
  • 07:00 Colazione e riposo
  • 08:30–09:30 Meditazione in sala (per tutti)
  • 10:00 Istruzioni individuali
  • 11:30–12.30 Pranzo
  • 13.00–15.00 Meditazione autogestita
  • 15:00–16:00 Meditazione in sala (per tutti)
  • 16:30 Colloqui individuali
  • 17:00 Tè e riposo
  • 18:00 Discorso della sera
  • 19.30–20.30 Meditazione in sala (per tutti)
  • 21:00 Ritiro

Docente

Flavio Pelliconi

Nato a Milano il 13 Aprile 1950. Ivi residente. Pratica la «cura di sé» fin dalla giovinezza. La «ricerca della Verità» lo ha portato a entrare in contatto diretto con «scuole» differenti e molti «maestri di conoscenza», appartenenti a più religioni e percorsi diversi. Ha un debito di riconoscenza, in particolare, con Padre Bede Griffiths OSB. Pratica e studia la vipassanā nella scuola di Sayagyi U Ba Khin e di Madre Sayamagyi dal 1980. Presso l’Asilo Mariuccia di Milano ha condotto, negli Anni ’90, con la supervisione dell’allora Direttore Sanitario dell’Istituto dei Tumori di Milano, Dott. Edoardo Majno, una lunga sperimentazione della meditazione come terapia, con sedute dedicate ai malati e ai loro familiari, elaborando in questo modo, sul campo, un innovativo approccio all’insight, scevro di aspetti religiosi o esotici, che ne valorizza gli elementi essenziali senza comprometterne l’efficacia. Dopo una vita di lavoro al Corriere della sera, dove ha fatto il manovale «ausiliario» addetto al carico e alla consegna dei giornali, il correttore di bozze, l’addetto alla piccola pubblicità e, infine, l’assistente di redazione, è ora felicemente pensionato. Ha accumulato tre ordinazioni monastiche temporanee a bhikkhu (227 regole) nella tradizione birmana, col nome di Dhamma di Munikumāra (figlio del Saggio). Ora è… in «missione per conto del Buddha» 😇. Di formazione theravāda, si autodefinisce, tuttavia, «buddista unitario, universalista, umanista». I suoi interessi vanno dalla musica alla filosofia, dalla scrittura creativa alla linguistica, dai viaggi a Linux, dall’impegno sociale e civile alla comunicazione telematica. Come blogger è presente su Internet dal 1992 e ha partecipato ai primi esperimenti di social networking in Agorà Telematica e con le primissime Mailing ListsIl nickname Flavatar risale a questo periodo. Conduce gruppi di meditazione, workshops e ritiri dal 1984. Ha tenuto conferenze divulgative sul buddhismo in più d’una città d’Italia, invitato da diversi enti culturali.  Dopo essere stato, nel 1985, tra i fondatori dell’Unione Buddhista Italiana e aver fatto parte, come consigliere, del primo consiglio direttivo della stessa, dal 1987 collabora a titolo gratuito con la Fondazione Maitreya, istituto di cultura buddhista come autore, blogger, redattore della rivista italiana DHARMA e promotore delle attività della Fondazione nella città di Milano, dove dal 2007 svolge continuativamente l’attività di insegnante di meditazione (Dharma Coaching) su richiesta e libera donazione.

Sito Web: www.flavatar.it

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