Intensive Movement Culture Camp

Intensivo significa che dalle 6.00 alle 21.30 ca. ci si dedica alla pratica, studio, ricerca in un ambiente che non ha distrazioni, completamente immersi nella campagna piacentina (www.miripiri.eu).

Come da tradizione (1994) 2 volte all’anno i “Pazzi Zen Vaga- bondi del Dharma” si riuniscono per andare oltre i loro limiti, poi ognuno torna alle sue attività, vita. Ma appunto due volte all’anno si necessita di uno “Sforzo addizionale” per rompere la catena dell’umiliazione, meccanicità e dipendenza dalle como- dità del mondo ordinario.

Programma

6.00/8.00:

Meditazione, pranayama, mobilità articolare, chandra yoga.
La mattina ore 6.00 si inizia con la meditazione sulla percezione del corpo. Nel buddismo tradizionale corrisponde a Vipassana, nelle scuole gurdijeffiane si tratta del “Sensing”. Detto in poche parole: piuttosto che dire: io penso, quindi sono, non diciamo: io mi percepisco quindi sono.
Il modo in cui noi affrontiamo tale pratica è più dal punto di vista scuola Gurdjieff.
Non identificarsi con il naturale processo mentale, pensare per esempio, ci libera dal dubbio che è ciò che uccide il praticante non solo sulla via spirituale ma soprattutto in quella marzia- le. La paura appare nel pensiero sotto forma di dubbio. Quindi non si tratta di fermare i pensieri ma di non identificarsi con i processi mentali che sono naturali come i processi digestivi o respiratori. Riuscire a tenere la mente al posto giusto in parti del corpo o lungo dei tragitti è detto dharana. Questo fattore è molto importante per poi poter accedere al livello successivo ekagrata, la capacità di fissare la mente su di un solo punto.
Colui che realizza ekagrata, non solo avrà tutti i suoi sensi sotto controllo, ma avrà anche tutte le 8 siddhi (animadi siddhi), tra le sue mani. Dopo che si ottiene il controllo della mente, non per repressione dei processi mentali ma per non identificazione con i medesimi, gli indriyas vengono internalizzati e manifesteranno le loro attività a partire da dentro voi stessi.

Grazie alla pratica di pranayama si potenziano le ossa, il midollo spinale e il cuore, si rafforza il cervello, la testa, anna kosam, stabilizzano gli strati di grasso (riserve energetiche se troppo o poco non va bene!), mana kosam, e la forza del respiro, prana. I sensi saranno più acuti e il sangue verrà purificato. La debolez- za, viryam, porta alla mancanza di forza che a sua volta causa atrofia delle ossa.

Chaitanya shakti in ogni chakra può essere ottenuto solo grazie alla potenza ricevuta da una corretta pratica di pranayama. Seguirà la sequenza di base del pranayama e poi mobilità arti- colare e/o Chandra yoga, lo yoga dei movimenti spinali e mo- bilizzazioni neurali (viene insegnata solo la sequenza di base che comprende i 5 “canali nervosi “ del plesso brachiale e gli 8 movimenti della colonna vertebrale ( galleggiare/affondare, flettere/distendere, inclinarsi a dx e sx, torcersi a dx e sx).

9.30/12.30 ca. :

Si inizia con la mobilità funzionale che è un livello successivo della mobilità normale (ripristino, coordinazione e raffinamen- to). Movimenti spinali sui tre piani dello spazio.
Si prosegue con lo studio di una sequenza proveniente dalle scuole indiane di lotta, Kushti, dalle quali fu presa la cosiddetta sequenza del “Saluto al sole” dello yoga che è stato inserito in tale pratica in epoca relativamente recente (1920 ca….). Durante questo seminario verrà trasmessa la seconda forma di queste antiche scuole di lotta. La sequenza è composta da 3 livelli di sofisticazione progressivi che enfatizzano la capacità di gene- rare una risposta della forza elastica non solo dei muscoli ma anche dei tessuti morbidi e miofascia sul piano frontale, catena anteriore. Questa sequenza può essere vista come qualcosa che riequilibra l’aspetto Yin dello yoga classico che si pone la fun- zione di rilasciare le tensioni muscolari, sostanze negative dalle articolazioni e tessuti morbidi grazie all’esecuzione di singole posture statiche mentre l’aspetto Yang consiste nella capacità
di generare tensione-forza attraverso il movimento.
In passato non era difficile trovare gurus che erano anche for- ti, usavano le clave e altri attrezzi, facevano lotta, usavano le armi soprattutto il tiro con l’arco come descritto da Kri- shanmacharya, fondatore dello yoga moderno, nel suo Yoga Makaranta (L’essenza dello Yoga, 1934), a pag. 29.
Senza questo aspetto Yang lo yoga, si trova tra le mani solo la metà dei benefici che questa pratica promette. Io credo che nessun tipo di yoga sia superiore ad un altro, ma che qualsiasi tipo di iperspecializzazione causa danno, esattamente come il suo lato opposto: ipospecializzazione, il non uso.
Per questo invito tutti a integrare poiché YOGA significa unione…per esempio di questi due aspetti Yin e Yang. La se- quenza è composta da 7 esercizi con 3 livelli di difficoltà cosa che permette a tutti di poterla praticare.
La sequenza:
Quad Ellipse; Downward dog press; Upward dog press; Swinging plank; Screwing press; Quad hoop; Hooping crow. Più sequenza compensatoria finale per:
Collo, spalle, gomiti, polsi, anche, ginocchia-caviglie. Seguiranno esercizi in coppia di propriocezione profonda e intelligenza motoria.

15/17: Dalla Cina con furore!
Forma di bastone lungo in coppia ( forma breve solo 16 po- sture), + esercizi di sensitività tecnica marziale a coppie e una piccola sequenza di 4 movimenti di combattimento promes- so (Gru Bianca del Fukien).

18/19.30: Dalla Russia con Amore!
Locomotion Research ossia ricerca locomotoria, esercizi bio- meccanici e catene cinematiche,

21.30/22.30:

Studio delle 6 catene cinetiche (posteriore, frontale, laterale, spirale, del centro e delle braccia).

Il seminario inizia giovedì sera alle ore 18.00 e termina dome- nica ore 12.30 (pranzo compreso nella tariffa).

Informazioni e iscrizioni

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